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RAPPORTO LEUCHTER


di Fred A. Leuchter, Jr.

 

  • Vedi la presentatzione di David Irving

  • Vedi la prefazione di Robert Faurisson

  • NI-9912 - Il famoso documento di Norimberga
    sull'uso dello Zyklon B. La fine delle testimonianze fantastiche...

     

     

    Introduzione

    Nel febbraio di quest'anno (1988) si mise in contatto con me il Dr. Robert Faurisson per il processo del Sig. Ernst Zündel e mi chiese di prendere in considerazione l'assunzione dell'incarico di esaminare le presunte camere a gas per esecuzioni che i nazisti fecero funzionare in Polonia e, conseguentemente, esprimere un parere ingegneristico quanto alla loro operabilità ed efficienza.

    Dopo un riunione alla quale partecipai con il Sig. Zündel, il suo avvocato difensore, Dr. Douglas H. Christie, e membri del suo gruppo di lavoro, circostanza nella quale si discusse il progetto, mi informarono che il mio giudizio peritale sarebbe stato usato nel caso "The Queen vs. Zündel" (la Regina contro Zundel: formula giuridica anglosassone, n.d.t.) che era allora in discussione davanti alla Corte del Distretto di Toronto. Accettata questa condizione, si stabilì che l'investigazione avrebbe incluso Auschwitz, Birkenau e Majdanek (Lublino) e tutti i crematori annessi alle presunte camere a gas per esecuzioni.

    Accolsi, dunque, la proposta ed il 25 febbraio 1988 condussi una squadra di investigatori in Polonia. Il gruppo era così composto: mia moglie Carolyn Leuchter; il Sig. Howard Miller, disegnatore tecnico; il Sig. Jürgen Neumann, video operatore e il Sr. Theodor Rudolf, interprete. Ritornammo il 3 marzo 1988, dopo aver ispezionato tutte le installazioni indicate, in Auschwitz, Birkenau e Majdanek. Questo Rapporto ed il mio giudizio peritale sono il risultato di quelle investigazioni portate a termine in Polonia.

     

    Obiettivo

    L'obiettivo di questo Rapporto e dell'investigazione sulla quale è fondato è di determinare se le presunte camere a gas per esecuzioni e le installazioni per la cremazione in questi tre luoghi in Polonia, e cioè Auschwitz, Birkenau e Majdanek, avrebbero potuto funzionare, operativamente, così come viene descritto nella letteratura sull'Olocausto. Questo obiettivo include l'indagine e l'ispezione fisica delle suddette installazioni; lo studio del progetto edilizio delle stesse ed una descrizione del procedimento in esse applicato, per poi determinare la quantità di gas utilizzato così come il tempo necessario per effettuare queste operazioni (per esempio, tempi di esecuzione e di ventilazione); lo spazio fisico delle camere in relazione alla loro capienza; il procedimento ed il tempo necessario per rimuovere, trasportare e cremare i cadaveri. Il tutto con l'obiettivo di verificare la veridicità e la credibilità di racconti non dimostrati.

    Questo rapporto non include la determinazione di cifre su persone che perirono o furono assassinate con altri mezzi che non fossero il gas, né se un eventuale Olocausto sia o non sia avvenuto. Inoltre, non è intenzione dell'autore ridefinire l'Olocausto in termini storici, bensì fornire cognizione ed informazione scientif1ca degli attuali luoghi ed esporre un'opinione basata su tutti i dati scientifici, quantitativi e di ingegneria disponibili, in riferimento agli scopi prefissi ed all'uso delle presunte camere a gas per esecuzioni e delle installazioni dei crematori nei luoghi investigati.

     

    Antefatto

    L'investigatore principale ed autore di questo Rapporto è uno specialista nella progettazione e fabbricazione di apparati per esecuzione, il quale lavora, specificamente, in questo campo ed ha progettato apparati negli Stati Uniti che sono stati utilizzati nell'esecuzione di persone condannate, per mezzo di gas cianidrico.

    L'investigatore ispezionò personalmente le installazioni in Auschwitz, Birkenau e Majdanek, effettuò misurazioni, prelevò campioni per uso forense, riscontrò pubblicazioni sulla progettazione e sul modo di adoperare le camere a gas per disinfestazione della ditta DEGESCH sul gas Zyklon-B ed altro materiale riferito a procedimenti di esecuzione. Molti dei materiali esaminati sono costituiti da pubblicazioni acquisite e lette in Polonia, comprese le copie dei bozzetti originali dei Krematoria, I, II, III, IV e V.

     

    Estensione

    L'estensione di questa relazione include l'ispezione f1sica e dati quantitativi ottenuti ad Auschwitz, Birkenau e Majdanek, pubblicazioni fornite dai funzionari dei tre musei, copie eliografiche dei Krematoria, I II, III, IV e V, avute dai musei, materiale relativo alle camere di disinfestazione della DEGESCH e alle loro installazioni (incluso equipaggiamento e sua metodologia d'uso con gas Zyklon-B), una descrizione della modalità operativa delle installazioni in questione e campioni legali presi nei Rrema investigati. Comprende, altresì, dati sulla progettazione di camere a gas negli Stati Uniti e procedure operazionali conosciute dall'investigatore medesimo, ciò dovuto al suo lavoro in questo campo, come anche un'investigazione di crematori e di loro procedure d'impiego negli Stati Uniti. Tutto ciò è stato utilizzato per l'elaborazione di questo Rapporto.

    Nell'utilizzare tutti questi dati, I'investigatore si è limitato a focalizzare questo studio su quanto segue:

      a) la capacità delle presunte camere a gas per esecuzioni di aver realizzato un assassinio in massa di esseri umani, mediante l'uso del gas Zyklon-B in Auschwitz I e in Birkenau, e con monossido di carbonio e/o Zyklon-B in Majdanek;

      b) la capacità dei crematori investigati di aver realizzato l'asserito numero di cremazioni umane nel periodo asserito.

       

    Riepilogo e giudizio peritale

    Dopo lo studio delle pubblicazioni disponibili, dopo l'investigazione e la stima delle installazioni esistenti in Auschwitz, Birkenau e Majdanek, effettuate in base a una conoscenza tecnica dei criteri su cui si fonda il funzionamento di una camera a gas, dopo l'indagine sulla tecnologia del crematorio e l'ispezione a crematori moderni, I'autore non ha rilevato alcuna prova che le installazioni presentate come camere a gas per esecuzioni siano state usate come tali; è giunto, inoltre, alla conclusione che, a causa della loro forma e del tipo di costruzione, quelle installazioni non poterono essere utilizzate come camere a gas per esecuzioni.

    Cos1 pure, una valutazione tecnica delle installazioni dei crematori fornisce una prova che contraddice l'asserito volume di cremati nel tempo in cui si afferma siano avvenute le cremazioni. Per tutto ciò, e per la superiore conoscenza tecnica dell'autore di questa relazione, si attesta che nessuna delle installazioni investigate è stata mai utilizzata per l'esecuzione di esseri umani e che i crematori in nessun modo avrebbero potuto sopportare i carichi ad essi attribuiti.

     

    Metodologia

    Il procedimento seguito nello studio e nell'analisi forense, che ha dato come risultato il presente rapporto, è stato il seguente:

    1) Uno studio generale degli antecedenti, sul materiale a disposizione.

    2) Un'ispezione in situ per l'investigazione forense delle installazioni in questione che ha implicato l'acquisizione di dati fisici (misurazioni e ragguagli sulle caratteristiche della costruzione) e il prelievo fisico di campioni considerevoli (mattoni ed intonaco), che sono stati portati negli Stati Uniti per l'analisi chimica.

    3) Una valutazione dei dati logistici, sia desunti da pubblicazioni sia constatati de visu sul luogo.

    4) Una compilazione dei dati ottenuti.

    5) Un'analisi dell'informazione acquisita ed il raffronto di questtinformazione con planimetrie note e verif1cate, con informazione logistica e di procedimento, come pure con le attuali prescrizioni normative per la progettazione, la costruzione ed il funzionamento di camere a gas e di crematori.

    6) Una ponderazione dei risultati dell'analisi chimica del materiale estratto in situ.

    7) Conclusioni, in base all'evidenza dei dati ottenuti.

     

    Uso dello HCN e dello Zyklon-B come fumiganti

    Il gas di cianuro idrogenato (HCN acido cianidrico) è stato utilizzato come fumigante già anteriormente alla Prima Guerra Mondiale. E' stato utilizzato parallelamente al vapore d'acqua bollente e all'aria rovente e, durante la Seconda Guerra Mondiale, unitamente al DDT, dagli Stati Uniti e dai loro alleati.

    Lo HCN si ottiene, normalmente, mediante una reazione di cianuro di sodio con acido solforico diluito. Il prodotto della reazione chimica, lo HCN, si espande nell'aria congiuntamente ad un residuo di acido prussico (acido cianidrico). Questa reazione viene effettuata, di solito, in recipienti di ceramica.

    Questo procedimento è stato utilizzato per impedire la diffusione di epidemie e di insetti, su battelli, in edifici, in camere e strutture appositamente progettate. Devono essere osservati speciali criteri nella progettazione e nell'impiego delle camere per garantire l'incolumità dei tecnici che le adoperano. Il cianuro idrogenato è uno dei più potenti e pericolosi fumiganti chimici. Edifici specificamente costruiti o modificati per questa utilizzazione sono stati usati da tutte le organizzazioni militari e di sanità nel mondo intero. Lo HCN è stato ampiamente-utilizzato per circoscrivere malattie epidemiche, in modo particolare per combattere la peste e il tifo; per l'eliminazione di ratti, mosche e pidocchi. Speciali camere vennero usate fin dal tempo della Prima Guerra Mondiale in Europa e negli Stati Uniti. Alcune di tali camere furono usate dall'esercito tedesco in Europa prima e durante la Seconda Guerra Mondiale, e molto tempo prima, dal Servizio di Immigrazione degli Stati Uniti ad Ellis Island, nel porto di New York. Molte di queste camere di fumigazione furono fabbricate dalla DEGESCH, un'azienda tedesca di Francoforte Durante la guerra, la DEGESCH sovrintese alla distribuzione dello Zyklon-B. Attualmente la DEGESCH produce HCN.

    Lo Zyklon-B era una speciale composizione che conteneva acido cianidrico.

    "Zyklon-B" era la denominazione commerciale del prodotto. Lo HCN veniva approntato in fabbrica e consegnato in una preparazione nella quale lo HCN era assorbito da un portatore poroso che poteva essere o polpa di legno o terra di diatomee (gesso). Veniva confezionato in pastiglie e in palline. II preparato era sigillato ermeticamente in scatole di latta che richiedevano uno speciale strumento per aprirle. In questo modo la manipolazione dello HCN (Zyklon-B) era resa più semplice e sicura. Il gas Zyklon-B che ne risultava era HCH. I discoidi, tavolette o palline dovevano essere sparsi sul pavimento dell'area da fumigare oppure venire utilizzati entro una camera nella quale circolava aria calda a più di 783 o F (25,7 o C). Se fosse stato usato in edifici, imbarcazioni, tende da campo, o per fumigare alberi e prodotti agricoli, I'area doveva venire riscaldata a più di 78,3 o F di temperatura, punto di ebollizione dello HCN. L'assenza di queste condizioni avrebbe comportato un tempo molto più lungo per completare la fumigazione. La fumigazione richiede un tempo minimo da 24 a 48 ore.

    Dopo la fumigazione, la ventilazione dell'area richiede un minimo di 10 ore, il che dipende dalla superficie del locale (e dal suo volume), e più tempo ancora se l'edificio è privo di finestre o lucernari. L'area fumigata deve poi essere sottoposta ad un "test" chimico sulla presenza di gas, prima di poter entrarci. Alcune volte si usano maschere antigas, però esse non sono sicure e non dovrebbero essere indossate per più di 10 minuti. Deve essere usata una tuta di protezione chimica completa per prevenire il rischio di contaminazione della pelle. Quanto più è calda la temperatura e più secco l'ambiente, tanto più l'uso del gas è sicuro ed è rapido il suo effetto.

     

    La Tavola I menziona le caratteristiche specifiche del gas.

    Nome:.........................HCN, acido cianidrico o prussico.

    Punto di ebollizione: ...25, 7 C / 78, 3 o F a 760 mmHg.

    Peso specifico:............0,96 a 18 o C / 64 o F.

    Densità in vapore:........0,947 (aria = 1).

    Punto di fusione:..........-13,2 o / 8,2 o F.

     

    TAVOLA I

    (Caratteristiche specifiche dello HCN)

    Pressione di vapore: 750mm Hg a25 o C/77 o F, 1200mmHga38 o C / 100 o F.

    Solubilità in acqua: 100%.

    Aspetto: trasparente.

    Colore: 1ievemente azzurrino.

    Odore: di mandorla amara, molto soave, non irritante (I'odore non è considerato un metodo sicuro per determinare la presenza del veleno).

     

    Rischi

    1) Instabile con il calore, con i materiali alcalini e l'acqua.

    2) Esplode se viene mescolato con un 20% di acido solforico.

    3) Polimerizzazione (decomposizione): awiene in modo violento con il calore, i materiali alcalini e l'acqua. Una volta che è iniziata, la reazione diviene autocatalitica ed incontrollabile. Esploderà.

    4) Punto di accensione = -18 o C / 0 o F.

    5) Temperatura di autoaccensione = 538 o C / 1.000 o F.

    6) Limiti di infiammabilità nell'aria.

    Volume % : Inferiore 6 Superiore 46

    Fonte: Acido Cianidrico. Pubblicazione Dupont, 7/83.

     

    Criterio normativo per la progettazione di una installazione di fumigazione

    Ogni installazione per la fumigazione, in un edificio o in una camera, deve corrispondere agli stessi requisiti fondamentali. Deve possedere la condizione di chiusura ermetica, deve poter essere riscaldata ed avere la capacità di circolazione e di sfogo per l'aria, deve essere provvista di una ciminiera sufficientemente alta (almeno 40 piedi = 12,16 mt. n.d.t.) o di un inceneritore per lo scarico del gas e di apparecchiature per l'immissione del gas in modo uniforme (allo stesso modo del materiale Zyklon-B).

    In primo luogo, se la camera dovesse venire usata oggigiorno, dovrebbe essere costituita da un recipiente saldato a prova di pressione, rivestito di una vernice inerte (epossidica), oppure da un involucro in acciaio inossidabile o in plastica (PVC). Le porte devono avere guarnizioni di un materiale impenetrabile dallo HCN (pasta di amianto, neoprene o teflon). Se si trattasse di un edificio, dovrebbe essere in mattoni o in pietra ed essere ricoperto, tanto all'interno come all'esterno, di una vernice inerte (epossidica) oppure di bitume, catrame o asfalto. Le porte e le finestre devono avere guarnizioni oppure essere sigillate con tela gommata od unta col bitume, ed impermeabilizzate con un sigillante come il neoprene od il catrame. In ambo i casi, I'ambiente dev'essere estremamente secco. La sigillatura ha due scopi: primo, prevenire meccanicarnente filtrazioni dall'interno; secondo, rendere le superfici esposte e porose delle installazioni, impermeabili all'impregnazione da parte del gas Zyklon-B.

    In secondo luogo, la camera o struttura dev'essere equipaggiata con un generatore di gas od un sistema di erogazione per lo Zyklon-B che soffi con forza aria calda al di sopra di essa (il generatore può venire riscaldato con acqua, se è sigillato), oppure faccia circolare aria calda e gas.

    La miscela richiesta per la funzione è di 3.200 parti per milione, ovverossia un volume totale dello 0,32% di HCN. La camera dev'essere libera da ostruzioni ed essere adatta per un flusso d'aria forte, costante ed abbondante.

    In terzo luogo, la camera o struttura dev'essere fornita di congegni per evacuare la miscela velenosa di aria-gas e rimpiazzarla con aria fresca. Ciò, generalmente, lo si ottiene mediante un ventilatore estraente ed aspirante munito di valvole di scarico ed aspirazione, oppure di un'apertura con feritoie di dimensione sufficiente a permettere un normale ricambio d'aria per ora. Un dispositivo da un piede cubico per minuto (pcm) (lpc = 0,0283 mt3; n.d.t.), con una sufficiente apertura per emissione ed immissione, dovrebbe consentire normalmente un ricambio completo dell'aria in 1/2 ora. Esso dovrebbe restare in funzione almeno per il doppio del tempo richiesto, ossia una o due ore. Quanto più l'installazione da ventilare è grande, tanto più esso risulta meno pratico (ciò è dovuto alle dimensioni dei dispositivi per ventilazione disponibili sul mercato) e quindi il tempo necessario per il ricambio dell'aria potrebbe durare varie ore in più.

    Lo "scappamento" deve poter ventilarsi ad una distanza di sicurezza, più in alto delle installazioni, dove la corrente d'aria possa disperdere il gas. Normalmente, viene ubicato a 40 piedi (ca. 12,19 mt., n.d.t.) al di sopra della struttura, però dovrebbe essere ancora più elevato se la struttura stessa si trovasse al riparo dal vento. Se si usasse un inceneritore, il fumaiolo potrebbe avere un'altezza di alcuni piedi soltanto. In genere, I'incinerazione dello HCN risulta troppo costosa, e ciò è dovuto al volume d'aria che dev'essere trattato in poco tempo.

    La temperatura delle pareti e dell'aria all'interno dell'installazione e quella dell'aria aspirata dev'essere, perlomeno, 10 gradi al di sopra del punto di ebollizione dell'acido cianidrico (78,3 o F = 25,7 o C, n.d.t.), per evitare una condensazione dello HCN sulle pareti, sul pavimento e sul tetto dell'installazione, come pure nel sistema di aerazione. Se la temperatura restasse al di sotto del 79o F e si producesse una condensazione, I'installazione dovrebbe venire decontaminata con cloro o ammoniaca, essendo il primo più efficace della seconda. Questo lo si effettua nebulizzando le pareti, manualmente od automaticamente. Se lo si facesse manualmente, il personale addetto dovrebbe indossare tute di protezione (generalmente in neoprene) ed utilizzare bombole con aria compressa poiché le maschere antigas sono insicure e pericolose. L'interno dell'edificio dev'essere evacuato per un tempo prolungato per consentire che i vapori di cloro neutralizzino lo HCN liquido nel sistema di sfogo delI'aria e dev'essere poi lavato con acqua, interamente strofinato ed essiccato prima del successivo riuso.

    In aggiunta, dev'essere effettuato un controllo dell'aria dentro alI'edificio per stabilire se tutto lo HCN sia stato rimosso. Il controllo può essere eseguito mediante un rivelatore di gas o anche con il "test,' di acetato di rame e benzone. Nel primo caso, si empie un indicatore elettronico che rivela fino a 10 ppm. Nel secondo caso, si mescola una soluzione di benzene con una soluzione di acetato di rame, e con questa miscela si imbeve un foglio di carta rivelatore che diventa azzurro in vari toni di colore, se c'è presenza di HCN.

     

     

    Criterio normativo per la progettazione di una camera a gas per esecuzioni

    Molti dei requisiti richiesti per gli impianti di disinfestazione si applicano anche alle installazioni per esecuzioni. Tuttavia, in genere, queste installazioni sono più piccole ed efficienti. Lo Zyklon-B non è raccomandabile per una camera a gas per esecuzioni, e ciò dovuto al tempo che comporta la rimozione del gas dal portatore inerte. Finora, l'unico metodo efficace è stato quello di generare il gas "in situ", attraverso la reazione chimica del cianuro di sodio con acido solforico al 18%. Recentemente è stato definito un progetto per un generatore di gas che verrà usato in una camera a gas per due persone nel Penitenziario Statale del Missouri, a Jefferson City. L'autore di questo scritto è il consulente per la progettazione di questa camera a gas per esecuzioni.

    Il generatore in questione si avvale di una camicia contenente acqua riscaldata elettricamente, il che permette di preriscaldare lo HCN dentro un cilindro a vapore. Al momento di utilizzarlo, lo HCN è già vaporizzato e lo si fa entrare, attraverso valvole, nella camera. Una sequela di esplosioni di azoto pulisce le tubazioni dopo l'uso. Il tempo complessivo dell'esecuzione è minore di quattro minuti. Tutta l'aria della camera viene espulsa in circa due minuti; I'evacuazione dura 15 minuti, provvedendosi così a circa sette ricambi d'aria completi.

    La camera può essere in acciaio saldato o in plastica PVC. Le porte e le finestre dovranno essere di una fattura a tenuta d'acqua, in conformità alle norme prescritte dalla Marina. La porta dovrà avere una guarnizione sigillata con chiusura ermetica a pressione, ed avere una sola maniglia. Tutti gli elementi elettrici e d'illuminazione devono essere a prova d'esplosione. La camera contiene le tubature di distribuzione del gas, il generatore di gas con la sua bottiglia di HCN liquido, un "cuore elettronico" dell'apparato di monitoraggio, due sedili per i condannati ed un rivelatore di gas (fino a 10 ppm) a lettura esterna elettronica.

    Dovuto al fatto che la camera contiene un gas tanto letale, la si utilizza con una pressione negativa per garantire che non fuoriesca alcuna filtrazione. La pressione della camera viene controllata mediante un sistema di regolazione del vuoto che deve mantenere la camera in una condizione di vuoto parziale di 10 libbre (= 4.536 gr., n.d.t.) per pollice quadrato (= 6,45 cm2, n.d.t.) (lpc), e cioè -- operazionalmente -- 8 lpc + 2 lpc dello HCN. La pressione negativa si mantiene usando la pressione ambientale esterna come indicatore. Questo sistema si autoregola elettronicamente ed agisce mediante una pompa da 17,7 pcm (piede cubico per minuto) (= 0,501 m3 x min, n.d.t.) di capacità. Addizionalmente, si colloca un pressostato per mettere in funzione un sistema d'emergenza, se la pressione all'interno della camera dovesse raggiungere 12 Ipc (5443 gr. x lpc., n.d.t.), e cioè 3 lpc (= 1.360 gr. x lpc., n.d.t.) al di sopra del limite operazionale.

    Il sistema di immissione ed estrazione è stato progettato per un ricambio d'ária ogni due minuti. L'aria viene somministrata mediante un dispositivo di 2000 + pcm (= 56,620 m3 + x min., n.d.t.) nella parte di immissione e viene estratta dalla parte superiore della camera. Le valvole di immissione e di espulsione sono, entrambe, del tipo che chiude verso l'interno -- per prevenire una perdita nel vuoto -- e ne viene autoregolato elettronicamente il tempo di apertura ad intervalli, cominciando con la valvola di espulsione. Tutto evacua attraverso una tubatura in PVC, di 13 pollici di diametro ed a un'altezza di 40 piedi (= 12,19 mt., n.d.t.) dove il vento disperde i gas senza causare danni. Per l'aria da immettere sarebbe necessario fare assegnamento sulla possibilità del suo preriscaldamento, per garantire che lo HCN non si condensi, impedendo cosi l'evacuazione.

    I rivelatori di gas si usano per motivi di sicurezza. In primo luogo, nella camera, in cui un sistema elettrico di chiusura impedisce l'apertura della porta prima che la camera stessa stia in condizioni di sicurezza; poi, fuori della camera -- nei luoghi dove stanno i testimoni ed il personale -- dove entrano in funzione un allarme sonoro e un sistema di immissione ed estrazione dell'aria, per proteggere i testimoni così come per fermare l'esecuzione ed evacuare la camera. Il sistema di sicurezza contiene, pure, campanelli d'allarme, sirene e segnali lumonosi.

    Ci sono, inoltre, apparati di respirazione d'emergenza (serbatoi d'aria) nei pressi della carnera, cassette di pronto soccorso per HCN, attrezzatura medica d'emergenza per HCN ed un apparato di rianimazione nell'attiguo locale per il personale medico.

    La progettazione di una camera a gas implica l'attento esame di molti problemi complicati. Un solo errore in un punto qualsiasi potrebbe causare la morte o lesioni a testimoni e a tecnici.

     

     

    Camere a gas per esecuzioni negli Stati Uniti, dal 1920 in poi

    La prima camera a gas destinata ad effettuare esecuzioni, fu costruita in Arizona nel 1920. Consisteva in una camera ermetica, con porte e finestre munite di guarnizioni, un generatore di gas, un impianto elettrico a prova di esplosione, un sistema di immissione e di estrazione delI'aria, un dispositivo per aggiungere ammoniaca all'aria da immettere e congegni meccanici per mettere in azione il generatore di gas e per l'estrazione dell'aria. L'immissione dell'aria avveniva attraverso una serie di valvole azionate meccanicamente. Di tutto questo sistema, soltanto l'attrezzatura è finora cambiata.

    Il generatore di gas consisteva in un recipiente di ceramica che veniva riempito con una soluzione di acido solforico diluito (18%), mediante una leva azionata meccanicamente. La camera a gas doveva essere lavata con ammoniaca dopo ogni esecuzione, come pure il giustiziato. Venivano impiegati da 13 a 25 grammi di cianuro di sodio, che producevano una concentrazione di 3.200 ppm in una carnera di 600 piedi cubici (= 16,98 m3, n.d.t.).

    Negli anni successivi, altri Stati adottarono la camera a gas di HCN come forma di esecuzione ed i progetti tecnici furono modificati. "Eaton Metal Products" progettò, costruì ed apportò migliorie alla maggior parte delle camere a gas. La maggioranza di esse disponeva di due sedili e furono attrezzate con un sistema di vuoto che garantiva una pressione negativa e filtrazioni soltanto verso l'interno. Tutti i sistemi usati impiegarono la tecnica del generatore di gas perché esso fu il sistema più efficace e più semplice da realizzare Qno alla fine degli anni '60. Nessun sistema è stato mai progettato per adoperare lo Zyklon-B. Il motivo di ciò è molto semplice: lo Zyklon-B necessita di troppo tempo per evaporare (o gasificare per ebollizione) lo HCN dal portatore inerte, richiede l'impegno di aria riscaldata ed un sistema di controllo della temperatura. Non soltanto il gas non si produce in modo istantaneo ma, persino, esiste permanentemente il pericolo di esplosione. La miscela totalmente sviluppata del gas resta, generalmente, al di sotto del limite inferiore di esplosività (LEL) della miscela gas-aria dello 0,32% (poiché la miscela -- normalmente -- non dovrebbe eccedere i 3.200 ppm), però la concentrazione del gas nel generatore (o, come nel caso dello Zyklon-B, nel portatore inerte) è molto maggiore e potrebbe giungere al 90 - 99% del volume . Questo è, in pratica, HCN puro, e questa condizione può sussistere in certi momenti in qualche sacca della camera. La temperatura delI'aria ambientale o la temperatura dell'aria riscaldata dev'essere considerevolmente più alta ed essere controllata artificialmente nel caso che venga usato lo Zyklon-B (poiché l'evaporazione è un processo strettamente fisico); invece col generatore di gas la temperatura può essere più bassa e lasciata senza controllo, giacché la reazione chimica entro di esso dopo il suo inizio diventa autocatalitica. Contatti elettrici ed interruttori devono essere ridotti al minimo indispensabile, devono essere a prova d'esplosione ed essere ubicati al di fuori della camera. La tecnica disponibile verso la fine degli anni '60 ha fatto sí che il sistema usato nel Missouri diventasse il più progredito tra quelli fabbricati, utilizzando un evaporizzatore di gas e un sistema per HCN liquido, con la qual cosa si eliminava il grave pericolo di maneggiare e dislocare acido prussico residuato dopo l'esecuzione.

    Lo Zyklon-B che poteva sembrare -- ad un'osservazione superficiale -- un mezzo più efficiente per somrninistrare gas ed eliminare il problema dell'acido prussico residuato, non era, dunque, la soluzione cercata. In realtà, I'uso dello Zyklon-B avrebbe aumentato il tempo dell'esecuzione e, pertanto, prolungato il tempo d'impiego del gas letale e, anche, a causa della necessità di un riscaldatore, avrebbe comportato il rischio di un'esplosione. Una soluzione alternativa avrebbe potuto essere quella di riscaldare il gas fuori della camera, e far circolare la miscela gas-aria attraverso una tubazione esterna e poi introdurla nella camera, come fu fatto con gli apparati di disinfezione della Degesch, però questo avrebbe soltanto causato un rischio maggiore ed eventuali situazioni imprevedibili per gli operatori. Costituirebbe un progetto scadente ed estremamente pericoloso quello che comportasse la presenza di gas al di fuori della camera pressurizzata. L'apparato della Degesch fu costruito con il proposito di utilizzarlo all'aria aperta, o in un'area ben ventilata, e soltanto alla presenza di personale addestrato, escludendo qualunque persona non abilitata.

    Gli Stati dell'Arizona, California, Colorado, Maryland, Mississippi, Missouri, Nevada, New Mexico e North Carolina, hanno usato il gas come mezzo di esecuzione. Però, a causa dei pericoli inerenti all'uso del gas e del costoso mantenimento dell'attrezzatura consueta, alcuni Stati (Nevada, North Carolina e New Mexico) hanno legiferato a favore dell'iniezione letale, sia come unico metodo per esecuzione sia, anche -- a scelta -- come procedimento alternativo. Altri Stati, probabilmente, seguiranno il loro esempio. Il sottoscritto è stato consulente negli Stati del Missouri, California e North Carolina.

    Ad ogni modo, per il costo di fabbricazione del gas HCN e a causa dell'eccessiva attrezzatura e del suo mantenimento, il gas è stato in passato e resta ancora oggi il metodo di esecuzione più dispendioso.

     

    Gli effetti tossici del gas HCN

    "Tests" medici hanno dimostrato che una concentrazione di acido cianidrico di 300 ppm nell'aria è rapidamente fatale. Generalmente, per le esecuzioni lo si usa in una concentrazione di 3.200 ppm, per assicurare una morte rapida. Ciò significa un rapporto peso/volume di 120 . 150 grammi/2 piedi cubici (= 56,62 dm3, n.d.t.), a seconda della temperatura e della pressione. Circa 100 ppm di HCN sono fatali entro una mezz'ora. Gli effetti tossici sono: irritazione ed eczemi della pelle; irritazione degli occhi; offuscamento della vista e danno permanente agli occhi; nausee non specifiche e cefalee; malessere, vomito e debilitazione; respirazione accelerata; abbassamsoto della pressione del sangue; svenimenti; convulsioni, sintomi di asfissia, dispaca, atassia, tremito, coma e decesso per arresto dell'ossidazione del metabolismo.

    Per essere fatale, non è necessaria l'inalazione di acido cianidrico. In concentrazioni maggiori di 50 ppm. Ia persona che lo maneggia deve indossare una tuta antichimica per proteggere completamente il suo corpo ed imbracare a spalla una bomboletta di ossigeno. Le maschere antigas, in generale, non sono efficienti e non dovrebbero mai utilizzarsi. Valigette per il pronto soccorso speciale e per l'assistenza medica devono stare a portata di mano ed essere sernpre presenti in tutti i luoghi nei quali il personale possa entrare in contatto con il gas.

     

    Una breve storia delle presunte camere a gas tedesche per esecuzioni

    In base a quanto si può desumere dal materiale accessibile al s~ttoscritto, è evidente che ci si era accordati a priori nel dichiarare che i tedeschi costruirono -- così viene affermato -- una serie di grandi camere a gas (per giustiziare tre o più persone), iniziandone i lavori in una data imprecisata verso la fine del 1941 ed utilizzandole fino al termine del 1944.

    Cominciando con la presunta prima gasazione in un edificio di Auschwitz I, seguono due casolari di contadini in Birkenau (Auschwitz II), modificati appositamente e conosciuti come Casa Rossa e Casa Bianca, oppure Bunkers I e II; Krema I, in Auschwitz; Krema II, III, IV e V in Birkenau, e un'installazione sperimentale in Majdanek; in tutte queste installazioni venne utilizzato, si presume, acido cianidrico, sotto forma di Zyklon-B. A Majdanek -- così si afferma -- fu utilizzato anche monossido di carbonio (CO).

    Secondo le pubblicazioni ufficiali ottenute nei Musei Statali di Auschwitz e Majdanek, queste installazioni per esecuzioni furono ubicate in campi di concentramento costruiti in aree altamente industrializzate, i cui internati effettuavano lavori forzati nelle fabbriche che producevano materiale bellico. Dette installazioni inclusero, anche, crematori per accogliere i resti di coloro che -- così si sostiene -- furono "giustiziati".

    Inoltre, altre presunte installazioni che avrebbero utilizzato soltanto CO come gas per esecuzioni sarebbero state ubicate in Belzec, Sobibor, Treblinka e Chelmno (ad esempio, autocarri trasformati in camere a gas mobili). Queste installazioni addizionali furono; si afferma, distrutte durante o dopo la Seconda Guerra Mondiale e, pertanto, non sono state ispezionate e non fanno parte dell'oggetto immediato di questo Rapporto.

    Il monossido di carbonio (CO), tuttavia, sarà qui brevemente considerato. Il CO è un gas relativamente poco valido per le esecuzioni, dato che il tempo necessario per provocare la morte è troppo lungo, a volte 30 minuti; e se la sua circolazione è scarsa, si richiede ancora più tempo. Per utilizzre il CO ce ne vorrebbe una quantità relativa di 4000 ppm e sarebbe necessario pressurizzare la camera a circa 2,5 atmosfere ( = 2.500 gr x cm2, n.d.t.) con CO. Inoltre, fu anche ipotizzato l'impiego del C02 (diossido di carbonio e anidride carbonica, n.d.t.); tuttavia il C02 è an cora meno efficace del CO. Questi gas -- così si sostiene -- sarebbero stati prodotti da un motore Diesel. I motori Diesel emettono uno scarico di una mescolanza gassosa che contiene pochissimo monossido di carbonio e, pertanto, ciò avrebbe comportato che si fosse pressurizzata la camera per esecuzioni con una miscela gas-aria per disporre di gas sufficiente a causare la morte. Il monossido di carbonio, nella quantità di 3.000 ppm, o 0,30%, causerebbe nausee o dolori di capo a chi vi fosse esposto per un'ora e, forse, qualche più grave danno, a lungo termine. Concentrazioni di 4.000 ppm e più, sono fatali a chi vi fosse esposto per più di un'ora. L'autore di questa Relazione può assicurare che in una camera occupata al massimo della sua capienza, nello spazio di 9 piedi quadrati (= 0,83 m2, n.d.t.) o meno per persona (l'area minima richiesta per potere far circolare il gas attorno ad ognuna di esse), gli occupanti morirebbero soffocati dalla loro stessa respirazione molto prima di quando il gas avesse avuto effetto. Perciò il solo fatto di rinchiudere persone da giustiziare in uno spazio tanto ristretto, renderebbe superfluo l'uso di CO e CO: proveniente da una fonte esterna.

    Le presunte installazioni per esecuzioni in Auschwitz I (Krematorium I) e Majdanek sussistono tuttora in un aspetto che si afferma essere originario. In Birkenau, i Krematoria II, III, IV e V sono crollati e demoliti fino alle fondamenta; il Bunker I (la Casa Rossa) non esiste più ed il Bunker II (la Casa Bianca) è stato restaurato e viene utilizzato come residenza privata. A Majdanek, il primo crematorio con bruciatore a carburante fu distrutto, ed il crematorio con la presunta camera a gas è stato ricostruito; soltanto i suoi forni permangono originari.

    Il Krematorium I, ad Auschwitz, i Krematoria II, III,IV e V, a Birkenau, ed il crematorio esistente a Majdanek furono -- così si dice -- crematori e camere a gas combinati.

    Delle case, Rossa e Bianca, di Birkenau, si afferma che furono soltanto camere a gas. Per quanto riguarda Majdanek, si dichiara che le camere a gas sperimentali non erano unite ad un crematorio e che esisteva un crematorio a parte, che ora non esiste più.

     

    Progetto e procedimento operativo nelle presunte camere a gas per esecuzioni

    Attraverso l'investigazione dei documenti storici disponibili e delle installazioni stesse, si osserva che la maggioranza delle presunte camere a gas furono il risultato della trasformazione di un progetto, di un proposito e di una struttura anteriore. Questo è vero, con l'eccezione delle cosiddette camere sperimentali a gas di Majdanek, le quali -- secondo quanto oggi ci dicono -- furono appositamente costruite come installazioni per gasare.

    I bunker I e II vengono descritti nelle pubblicazioni del Museo Statale di Auschwitz come case di contadini trasformate in varie camere a gas e con le finestre sigillate. Esse oggi non esistono più nelle loro condizioni originarie e, dunque, non furono ispezionate. I Krematoria I, II, III, IV e V sono descritti dalla storiografia; in occasione della nostra ispezione abbiamo verificato che furono convertiti in morgues e, al tempo stesso, in crematori. L'ispezione "in situ" di queste strutture ha provato che si tratta di un progetto di estrema rozzezza e pericolosità per tali installazioni, se queste dovevano servire da camere a gas per esecuzioni. Non ci sono alloggiamenti per guarnizioni nelle porte, nelle finestre e negli sfiatatoi; la struttura non è coperta con catrame od altro sigillante per impedire la filtrazione o l'assorbimento del gas. I crematori adiacenti costituiscono un potenziale pericolo d'esplosione. I mattoni esposti e porosi e gli intonaci tratterrebbero lo HCN e renderebbero queste installazioni pericolose per gli esseri umani per vari anni. Il Krematorium I è ubicato accanto all'Ospedale SS in Auschwitz ed ha nei pavimenti drenaggi collegati con il principale canale di scolo, il che avrebbe consentito l'accesso del gas a tutti gli edifici del complesso. Non c'erano sistemi d' estrazione per ventilare il gas dopo il suo uso e non c' erano riscaldatori o altri meccanismi per diffondere il gas Zyklon-B né per la sua introduzione od evaporazione. Lo Zyklon-B -- si suppone -- era introdotto dagli sfiatatoi del tetto o dalle finestre, il che non avrebbe perrnesso la distribuzione uniforme del gas o delle palline. Le installazioni sono sempre umide e non riscaldate. Come si è constatato in precedenza, I'umidità e lo Zyklon-B sono incompatibili tra di loro. Le camere sono troppo anguste perché possano aver fisicamente contenuto tutte le persone che si è preteso vi contenessero; e tutte le porte si aprono verso l'interno, ciò che avrebbe impedito, successivamente, la rimozione dei corpi. Con le camere riempite di gente fino al massimo della capienza, non ci sarebbe stata circolazione di HCN all'interno del locale. Peraltro, se il gas, realmente, avesse riempito la camera per un tempo prolungato, le persone che avessero gettato Zyklon-B dagli sfiatatoi del tetto e verificato la morte degli occupanti sarebbero morte anch'esse, a causa della loro esposizione allo HCN. Nessuna delle pretese camere a gas fu costruita secondo il progetto per camere di disinfestazione le quali, effettivamente, funzionarono per anni in modo sicuro. Nessuna di queste camere fu costruita conformemente ai noti e sperimentati progetti di installazioni operative che a quell'epoca funzionavano negli Stati Uniti. Non sembra logico che i progettisti di queste presunte camere a gas non abbiano mai consultato o considerato la tecnologia applicata negli Stati Uniti,che in quell'epoca erano l'unico paese che giustiziava con il gas i condannati a morte.

    Le installazioni di Majdanek sono, ugualmente, inadatte a realizzare il loro presunti scopi. Innanzitutto, esiste lì un crematorio ricostruito, con annessa una presunta camera a gas. Le uniche parti dell'edificio che esistevano prima della ricostruzione, erano i forni. Si pretende che l'edificio sia stato ricostruito secondo progetti che, però, non sono reperibili. L'installazione fu costruita in una forma tale che, dentro la pretesa camera a gas, il gas non avrebbe potuto permanere; inoltre la camera è troppo piccola perché abbia potuto contenere tante vittime quante si pretende vi fossero. L'edificio è troppo umido e freddo per avervi potuto efficacemente utilizzare gas Zyklon-B. Il gas, poi, avrebbe raggiunto i forni e, dopo averne ucciso tutti gli addetti, avrebbe causato un'esplosione e distrutto l'edificio. Inoltre la costruzione in calcestruzzo è radicalmente differente dagli altri edifici del complesso. In poche parole, l'edificio non avrebbe potuto essere utilizzato per gli scopi attribuitigli, poiché mancano totalmente finanche i minimi requisiti progettuali per una camera a gas.

    La seconda installazione di Majdanek è delineata sulla pianta come un edificio in forma di U, però ora, in realtà, sono due edifici separati. Questo complesso viene definito Edifici per il Bagno e la Disinfezione n. 1 e n.2. Uno-degli edifici è rigorosamente un'installazione per. disinfezioni ed è progettato allo stesso modo delle installazioni di Birkenau.

    Il secondo edificio del complesso è alquanto differente. La parte anteriore dell'edificio contiene una stanza per le docce ed una pretesa camera a gas. L'esistenza di macchie azzurre in quest'ultima corrisponde con le macchie azzurre che sono state riscontrate nelle installazioni per la disinfezione in Birkenau. Questa stanza ha nel tetto due sfiatatoi che avevano la funzione di ventilarla dopo l'operazione di disinfezione. Lo Zyklon-B sarebbe stato sparso a mano sul pavimento. Manifestamente questa stanza non era una camera a gas per esecuzioni. Ha il dispositivo per la circolazione dell'aria ma manca di ciminiera per ventilare il gas estratto. Ugualmente alle altre installazioni, non era stata progettata come camera a gas per esecuzioni, quand'anche avesse posseduto i requisiti per essere usata come tale.

    Nella parte posteriore dell'edificio si trovano le presunte camere a gas sperimentali. Quest'area include un dispositivo di ventilazione, un quadro di controllo e due stanze pesuntivamente usate come camere a gas. Una terza camera era chiusa e sigillata e non era accessibile per l'ispezione. Questi locali sono gli unici di questo genere, nel senso che entrambi possiedono tubazioni per il preteso uso di monossido di carbonio, controllato da un quadro di comando. Una delle due camere dovrebbe avere, potenzialmente, una ventilazione attraverso il tetto; ma, a quanto appare, nessuna apertura lo ha mai attraversato. L'altra camera ha un sistema di riscaldamento e circolazione per introdurre aria calda nella camera. Il sistema di circolazione fu progettato e costruito in modo approssimativo, giacché l'immissione e l'estrazione del gas sono troppo vicine per poter effettuarsi correttamente e nulla è previsto per la ventilazione. In entrambe le camere si nota qualcosa che pretende di essere una scanalatura o incavo che solca le quattro porte d'acciaio, il che è concordante con la collocazione di una guarnizione. Si pretende che entrambe le camere furono utilizzate con l'impiego di Zyklon-B o di monossido di carbonio. Questo non può essere vero.

    Delle due camere, una non fu terminata e non può essere stata utilizzata con monossido di carbonio. Però nemmeno può essere stata progettata per l'uso dello HCN, benché si voglia far apparire che fu utilizzata a tale scopo. La camera più grande non fu progettata per l'uso di HCN. Nonostante l'iscrizione nella porta che la dice "sperimentale", questa camera sarebbe stata inidonea a realizzare l'esecuzione mediante CO, poi ché sarebbe stato necessario produrne 4000 ppm (la concentrazione letale) ad una pressione di 2,5 atmosfere. Entrambe le camere sono carenti dei requisiti progettuali in quanto a ventilazione, riscaldamento, circolazione e, anche, filtrazione. In nessuna loro parte, furono mai coperti i mattoni, lo stucco e l'intonaco con un materiale sigillante, tanto all'interno come all'esterno.

    Una caratteristica molto spiccata del complesso consiste nel fatto che queste camere sono circondate su tre lati da corridoi in calcestruzzo, incassati ad un livello più basso. Ciò è assolutamente incompatibile con una progettazione intelligente in rapporto all'uso del gas, le cui filtrazioni si accumulerebbero in queste fosse e, riparato dal vento, il gas non si dissiperebbe. E questo avrebbe convertito tutta l'area in una trappola mortale, specialmente se si fosse trattato di HCN. Per cui l'autore è giunto alla conclusione che questa installazione non fu mai finalizzata all'uso benché minimo di gas HCN.

     

    Crematori

    E' imprescindibile esporre alcune considerazioni circa i crematori, tanto gli antichi come i moderni, onde determinare la possibilità di funzionamento dei Krematoria tedeschi, per adempiere al compito che viene loro attribuito.

    La cremazione dei morti non è una concezione nuova. E' stata una prassi in molte culture durante molti secoli, ma, nonostante fosse consueta varie migliaia di anni fa, fu malvista dalla Chiesa Cattolica e non fu più praticata fino a poco tempo fa, quando la Chiesa attenuò la sua opposizione, alla fine del secolo XVIII.

    La cremazione fu proibita dal giudaismo ortodosso. Agli inizi del secolo XIX in Europa nuovamente si effettuarono cremazioni, in quantità limitata. Apparve un'utile pratica per mettere sotto controllo le epidemie, per liberare spazi che erano necessari in aree sovrappopolate e per non dover più immagazzinare cadaveri durante l'inverno, quando il suolo era congelato. I primi crematori in Europa consistevano in forni riscaldati con carbone o con coke.

    Il forno che si adopera per cremare i cadaveri è denominato -- più appropriatamente -- muffola o "storta". Le muffole antiche erano semplici forni che, mediante cottura, estraevano dal cadavere tutti i liquidi e lo riducevano in cenere. Le ossa non possono essere combuste e ancora oggi devono essere ridotte in polvere. Oggigiorno gli antichi mortai sono stati rimpiazzati da macchine macinatrici. Le muffole moderne, per la maggior parte, vengono riscaldate con gas, sebbene alcune di esse vengano ancora fabbricate per il funzionamento a petrolio. Però ormai nessuna più -- negli Stati Uniti e in Canadà -- viene arroventata con il carbone o il coke.

    Le antiche muffole erano semplici forni di mattoni per seccare o cuocere e riuscivano soltanto a seccare i resti umani. Le moderne muffole in acciaio, rivestite con mattoni refrattari, tramite tubi proiettano il fuoco direttamente sui resti, accendendoli, il che provoca la loro combustione e rapida cremazione. Le muffole moderne sono anche corredate di un secondo bruciatore o postbruciatore, per ardere nuovamente tutte le particelle contaminate del materiale gassoso bruciato. Il secondo bruciatore è un'esigenza, essendo imposto per legge da vari enti statali responsabili del mantenimento della purezza dell'aria. Bisogna far notare che i resti umani non sono colpevoli della contaminazione. Essa è causata esclusivamente dall'uso di combustibili fossili. Una muffola elettrica, di un costo proibitivo, non provocherebbe contaminazione.

    Queste muffole moderne, o crematori, bruciano ad una temperatura di 2.000 + o F (1.093,33 + o C n.d.t.); con il secondo bruciatore la temperatura è di 1600+ o F (871,11 + o C n.d.t.). Questa elevata temperatura fa sí che il corpo bruci e si consumi da se stesso, ciò che permette la chiusura del bruciatore. Casse di legno e sacchi di carta, oggigiorno sono bruciati insieme al corpo, benché questo non lo si facesse in passato. E senza che sia necessario un tempo maggiore, ciò dovuto all'elevata temperatura. Alcuni impianti europci funzionano ad una temperatura solitamente più bassa di 800 o C (1.472 o F) e per un periodo più lungo.

    A 2.000 o F o più, con aria di 2.500 cfm, presa dall'esterno, le muffole moderne cremano un corpo in 1:25 ora (1h 15' n.d.t.). Teoricamente questo dà 19,2 corpi in un periodo di 24 ore. Ma i consigli della fabbrica per il funzionarnento normale e l'uso continuato permettono tre cremazioni al giorno, e anche meno. I forni a petrolio, carbone e coke di un tempo ci mettevano normalmente dalle tre ore e mezzo alle quattro ore per cremare un cadavere. In teoria, dunque, si potevano cremare 6.8 cadaveri al massimo nel giro di ventiquattrtore. In pratica, però, in un periodo di ventiquattro ore si potevano eseguire solo tre cremazioni. Questi calcoli si basano sul presupposto che ad ogni muffola corrisponda la cremazione di un cadavere. Queste muffole moderne sono costruite completamente in acciaio e i mattoni sono di ottima qualità. Il combustibile viene immesso direttamente nella muffola ed ogni controllo è elettrico ed automatico.

    I forni a carbone e a coke non bruciavano ad una temperatura stabile (massima: 1.600 o F = 871.11 o C, n.d.t., approssimativamente); costantemente dovevano essere alimentati a mano di combustibile, e oscillavano tra temperature maggiori e minori. Dato che non c'era applicazione diretta della fiamma ai corpi, l'iniettore d'aria a malapena riusciva ad alimentare le fiamme e ad aumentare la temperatura nel forno. Questo modo primitivo di operare, probabilmente produceva una temperatura di circa 1.400 oF.

    I crematori impiegati nelle installazioni tedesche erano del tipo antico. Erano stati costruiti in mattoni e malta cementizia, foderati con mattoni refrattari. Tutti i forni avevano muffole multiple, alcune delle quali dotate di insufflatori d'aria (sebbene nessuna fosse a combustione diretta); nessuno di essi disponeva di postbruciatori ed erano tutti funzionanti a coke, eccetto un'installazione che non esiste più, a Majdanek. Nessuna delle muffole ispezionate ed esaminate in tutte le località visitate fu progettata per incinerazioni multiple di cadaveri. Dobbiamo far notare che -- a meno di essere progettate specificamente per un più elevato grado di calore che riduca a resti le ossa -- le muffole non consumano i materiali collocati al loro interno. Rendimenti teorici e reali, in un periodo di 24 ore, basando il calcolo nella misura di un corpo per muffola e per cremazione, sono indicati nella tavola II.

     

    TAVOLA II

    (Rendimento teorico e reale dei crematori, in un massimo di 24 ore)

     

    ..............................................................Teorico................ Reale

    Krematorium I: 3 forni, 2 muffole c/u
    6 muffole x 6,8 corpi ...............................40,8
    6 muffole x 3 corpi............................................................... 18
    Krematorium II: 5 forni, 3 muffole c/u
    15 muffole x 6,8 corpi 102,0....................102,0
    15 muffole x 3 corpi 45.........................................................45
    Krematorium III: 5 forni, 3 muffole c/u
    15 muffole x 6,8 corpi ...........................102,0
    15 muffole x 3 corpi .............................................................45
    Krematorium IV: 2 forni, 4 muffole c/u
    8 muffole x 6,8 corpi............................... 54,4
    8 muffole x 3 corpi.............................................................. 24
    Krematorium V: 2 forni, 4 muffole c/u
    8 muffole x 6,8 corpi ...............................54,4
    8 muffole x 3 corpi ..............................................................24

    Majdanek I: 2 forni, 1 muffola c/u
    2 muffole x 6,8 corpi ..............................13,6
    2 muffole x 3 corpi ...............................................................6
    Majdanek II: 5 forni, 3 muffole c/u
    15 muffole x 6,8 corpi ..........................102,0
    15 muffole x 3 corpi.......................................................... 45

    Totale dei corpi cremati in 24 ore.......... 469,2
    Totale dei corpi cremati in 24 ore..................................... 207

     

     

    Esami forensi su HCN, composti di cianaro e crematori

    Come dianzi affermato, i campioni legali di mattoni, malta cementizia, calcestruzzo e sedimenti furono selettivamente prelevati in località polacche. Il cianuro ed i suoi composti possono permanere in un locale per lungo tempo e, se non reagiscono con altre sostanze chimiche, possono incorporarsi ai mattoni ed alla malta cementizia.

    Trentuno campioni furono selettivamente asportati dalle presunte camere a gas dei krematoria I, II,III, IV e V. Un campione di controllo fu estratto dall'installazione di disinfestazione n. I in Birkenau. Il campione di controllo fu preso da una camera di disinfestazione in un locale dove si sapeva che il cianuro era stato usato ed era presente e visibile in forma di macchie azzurre. Le analisi chimiche del campione n. 32 mostravano un contenuto di cianuro di 1.050 mg/Kg., concentrazione molto elevata. Le condizioni delle aree nelle quali tali campioni furono presi, sono identiche a quelle del campione di controllo: freddo, oscurità ed umidità. Soltanto i Krematoria IV e V differivano in questo, nel senso che ricevevano luce solare (gli edifici erano stati demoliti) e questa luce può accelerare la distruzione del cianoro non combinato. Il cianuro si combina con il ferro nella malta cementizia e nei mattoni, trasformandosi in ferrocianuro, o pigmento blu di Prussia, un composto molto stabile di ferro e cianuro.

    I luoghi dai quali furono prelevati i campioni che sono stati analizzati, sono indicati nella Tavola III.

     

    TAVOLA III

    (Ubicazione dei campioni analizzati)

      Auschwitz I:
      Krematorium I - campioni dal n. 25 al n. 31.

      Birkenau (Auschwitz II):
      Krematorium II - campioni dal n. I al n. 7.
      Krematorium III - campioni dal n. 8 al n. I l.

      Krematorium IV - campioni dal n. 13 al n. 20.
      Krematorium V - campioni dal n. 21 al n. 24.

      Il campione n. 12 fu prelevato dalla Sauna di Birkenau.
      Il campione n. 32 è il campione di controllo ottenuto nel Dipartimento di Disinfezione n. 1, in Birkenau.

       

    E' notevole il fatto che quasi tutti i campioni abbiano mostrato un risultato negativo e che i pochi campioni positivi fossero molto prossimi al livello minimo di rilevanza (1 mg/Kg): 6,7 mg/Kg nel Krematorium III; 7,9 mg/Kg nel Krematorium I. L'assenza di letture significative in uno qualsiasi dei locali esaminati, in confronto con la lettura del campione di controllo che denunziava un livello di 1.050 mg/Kg, fornisce la prova secondo la quale tali installazioni non furono camere a gas per esecuzioni. Le piccole quantità rilevate indicherebbero che in qualche momento quelle installazioni furono disinfestate con Zyklon-B, cos' come lo erano tutti gli edifici e le costruzioni in quelle installazioni.

    Inoltre, le aree con macchie azzurre svelano un elevato contenuto di ferro, il che indica la presenza di ferrocianuro ferrico e non di cianuro di idrogeno.

    Ci si sarebbe dovuto attendere il rinvenimento di una quantità più elevata di cianuro nei campioni presi nelle presunte camere a gas (ciò per la maggior quantità di gas ivi presumibilmente usata) di quella riscontrata nel campione di controllo. Dato che accadde il contrario, si deve giungere alla conclusione che quelle installazioni non furono camere di esecuzione mediante gas, quando si aggiunge questa alle altre prove conseguite nell'ispezione.

    L'evidenza o prova relativa alla funzione del Krematorium, è inesistente una volta che il forno del Krematorium fu interamente ricostruito e che i Krematoria II e III sono parzialmente distrutti, con parti e pezzi mancanti, e inoltre i Krematoria IV e V sono spariti. In Majdanek, un Krematorium sparì del tutto ed il secondo Krematorium fu ricostruito, ad eccezione dei forni. L'ispezione oculare del mucchio di ceneri conservate per ricordo a Majdanek scopre una cenere di strano colore, beige. Clli autentici resti umani -- come il sottoscritto sa per propria esperienza -- producono cenere di colore grigio perla. A quel che sembra, quel che c'è nella miscela del monumento commemorativo di Majdanek, è sabbia.

    Inoltre, in questa sezione del rapporto, il sottoscritto porrebbe in discussione i presunti pozzi di cremazione. Chi scrive ha personalmente ispezionato e fotografato i pozzi di Birkenau. La cosa più notevole in essi è l'altezza delle sponde, circa 1,5 piedi (0,45 mt) dalla superficie del suolo circostante. La descrizione storiografica di tali pozzi è che essi erano profondi sei metri. Non è possibile bruciare corpi sott'acqua, neanche impiegando un accelerante art ificiale come la benzina . Tutti i luoghi in cui i pazzi sono indicati ufficialmente nelle mappe del musco, sono stati ispezionati e, come si prevedeva, a Birkenau essi erano scavati in terreni pantanosi e tutte le installazioni evidenziavano la presenza dell'acqua a meno di 2 piedi (0,60 mt.) dalla superficie. Secondo l'opinione dell'autore, non poté esistere nessun pozzo crematorio in Birkenau.

     

    AUSCHWITZ, KREMATORIUM I

    Uno studio particolareggiato della presunta camera per esecuzioni mediante gasazione nel Krematorium I ed un'analisi minuziosa delle piante esistenti, fornite dai funzionari del museo, indicano che la presunta camera a gas fu, al tempo delle presunte gasazioni, un obitorio e successivamente un rifugio antiaereo. Il disegno del Krematorium I presentato dall'autore di questo rapporto, è stato ricostruito per il periodo che va dal 25 settembre 1941 al 21 settembre 1944. Esso mostra un obitorio di quasi 7.680 piedi cubici (217,49 m3) con due portoni, nessuno dei quali si apriva verso l'esterno. Una delle cornici delle porte ha l'apertura rivolta verso il crematorio e l'altra ce l' ha verso la doccià . Apparentemente nessuna delle cornici aveva la porta, però questo non è possibile verificarlo, poiché una parete fu tolta ed una delle cornici rimossa. Bisogna far notare che la guida ufficiale del musco di Auschwitz afferma che l'edificio è fisicamente nelle stesse condizioni in cui fu trovato il giorno della sua liberazione, il 27 gennaio 1945.

    Ci sono quattro aperture nel tetto ed un caminetto di stufa nell'area dell'obitorio. I.a canna fumaria è aperta senza che ci sia alcuna prova che in un qualche periodo fosse stata chiusa. Le aperture del tetto non hanno guarnizio ni e la presenza di legno nuovo mette in evi den za il fatto che sono state ricostruite recentemente. Le pareti ed il soffitto sono in stucco ed il pavimento in calcestruzzo. L'area del pavimento è di 844 piedi quadrati (78,40 m2). Il tetto ha le travi e nel pavimento si puo osservare dove furono tolte le pareti del rifugio antiaereo. ll sistema di illuminazione non era. e non è ora a prova di esplosioni. Nel pavimento della camera ci sono canaletti di drenaggio che conducono ad un canale di scolo centrale del campo e da questo al sistema di fognature. Supponendo un'area di 9 piedi quadrati (0 83 m2) per persona, al fine di permettere la circolazione del gas (il che sarebbe già uno spazio abbastanza ridotto), un massimo di 94 persone avrebbe potuto trovarsi ogni volta nel locale. Fu dichiarato, tuttavia, che quel locale poteva ricevere più di 600 persone.

    La presunta camera a gas' come anzi detto, non fu progettata per essere usata in quel modo. Non esiste alcun indizio o prova della presenza di un sistema di sfogo dei gas o di ventilatori di qualsiasi tipo in questo edificio. Il sistema di ventilazione per la presunta camera a pas consisteva semplicemente in quattro aperture quadrate nel tetto' che evacuavano i gas a meno di due piedi (0, 60 mt. n.d.t.) di altezza da esso. Ventilando in questo modo il gas di HCN, sarebbe risultato inevitabile che esso raggiungesse persino le adiacenze dell'ospedale delle SS. sito a poca distanza, al lato opposto della strada. uccidendo i pazienti ed il personale sanitario. A causa del fatto che l'edificio non era stato sigillato per impedire perdite: nessuna porta possiede guarnizioni per evitare che il gas possa giungere al crematorio: ci sono canaletti di drenaggio che avrebbero permesso al gas di giungere a tutti gli edifici del campo: non c'è nessun sistema di riscaldamento e nessun sistema di circolazione nessun sistema di ventilazione o ciminiere e nessun sistema di distrihuzione del gas; vi è una costante umidità' ed assenza di circolazione del gas dovuta alla quantità di persone nella camera, e non c'è nessun modo di introdurre il materiale dello Zyklon-B sarehhe stato un suicidio tentare di usare quell'obitorio come camera di gasazione. Le conseguenze sarebbero state o un'esplosione o una fuga di gas che avrebbe colpito tutto il campo.

    E ancora se la camera fosse stata cosi utilizzata (basandosi sulle cifre indicate dalla Degesch)', con 4 once o 0,25 libbre (113 gr) per 1.000 piedi cubici (28,32 m3), 30,4 once o 1,9 1ibbre (8(30 gr) di gas Zyklon-B, (il peso lordo dello Zyklon-B è tre volte maggiore di quello del gas Zyklon-B tutte le cifre si riferiscono solo al gas Zyklon-B) sarebbero state usate ogni volta a 41 o F (S o C) durante 16 ore (in base alle cifre per la fumigazione stabilite dal governo tedesco). l.a ventilazione, quindi, sarebbe dovuta durare perlomeno 20 ore e dopo sarebbero stati necessari esami per determinare se la camera era pulita o no. E' da dubitare che il gas si fosse potuto dissipare in una settimana, senza un sistema di ventilazione. Ciò contraddice chiaramente il preteso uso della camera per varie gasazioni al giorno.

    Le cifre medie teoriche e di tempo effettivo. calcolato per il Krematorium I e la presunta camera di gasazione, con capacità massima', sono indicate nella tavola IV.

     

    TAVOLA IV
    (Esecuzioni ipotetiche e proporzioni d'uso per il Krematorium I)

    Proporzione di esecuzione: 94 persone / settimana (ipotetico)
    Proporzione di cremazione: 286 persone / settimana (ipotetico) 126 persone / settimana (tempo effettivo)

     

     

    Birkenau, Krematoria II, III, IV e V

    Uno studio particolareggiato di questi krematoria ha dato il risultato seguente.

    I krematoria II e III erano installazioni identiche tra loro, ciascuna consistente in diversi obitori, e in un crematorio di 1.S muffole. Gli obitori stavano nel sotterraneo, i crematori al pianterreno. Veniva usato un ascensore per il trasporto dei corpi al crematorio. I disegni annessi si basano sui progetti originali ottenuti dal Musco Statale di Auschwitz. da osservazioni effettuate e da misurazioni eseguite in loco. l.a costruzione era in mattoni, malta cementizia e calcestruzzo.

    Le aree investigate erano le presunte camere a gas, progettate come obitorio n. 1 in entrambi i disegni.

    Come è già stato osservato nel caso del Krematorium I, non c'erano né ventilazione né sistema di riscaldamento, né sistema di circolazione, né sigillante dentro o fuori; oltre a questo, nessuna porta negli obitori del Krematorium II. L'area fu esaminata dal sottoscritto e non fu trovata alcuna traccia dell'esistenza di porte o di stipiti di porte. L'investigatore non poté conseguire la stessa certezza al riguardo del Krematorium III, giacché parti di qull'edificazione sono scomparse. Entrambi gli edifici avevano tetti in cemento armato, senza nessuna apertura visibile. Inoltre, certe relazioni circa l'esistenza di colonne forate per condurre gas non corrispondono alla realtà. Tutte le colonnè sono massicce, in cemento armato, esattamente com'è indicato nelle planimetrie sequestrate ai tedeschi. Le aperture del tetto non hanno guarnizioni. Tali installazioni sarebbero estremamente pericolose se fossero utilizzate come camere a gas e un tale uso probabilmente causerebbe la morte di coloro che le facessero funzionare e provocherebbe un'esplosione quando il gas avesse raggiunto il crematorio. Ogni installazione aveva un ascensore per il trasporto dei cadaveri, della misura di 2,10 mt. x 1,35 mt. E' evidente che l'ascensore portava, oltre all'operatore, soltanto un cadavere.

    I.a presunta camera a gas in ognuno dei krematoria II e III aveva un'area di 2.500 piedi quadrati (232,2S m2). Detta area avrebbe potuto contenere 27S persone, basando ciò sull'ipotesi di 9 piedi quadrati (0,83 m2) per persona. Se la camera fosse stata riempita con il gas HCN necessario (0,25 libbre (113 gr.) / 1.000 piedi cubici (28,31 m3) e supponendo un'altezza del tetto di 8 piedí (2,44 mt.) e 20.000 piedi cubici (566,20 m3) di spazio, sarebbero state necessarie 5 libbre (2,26 Kg.) di gas Zyklon-B. Supponiamo, altresi, perlomeno una settimana per la Successiva ventilazione (come già detto per il Krematorium I). Questo tempo di ventilazione è incerto, però servirà per calcolare le nostre cifre.

    Le medie di uso computate per i krematoria II e III (tempo teorico ed e ffettivo) e la presunta camera a gas, alla sua massima capacità, sono indicate nella Tavola V.

     

    TAVOLA V
    (Esecuzioni ipotetiche e proporzione d'uso per i krematoria II e III)

      Krematorium II
      Proporzione di esecuzione: 278 persone / settimana (ipotetica)
      Proporzione di cremazione: 714 persone / settimana (ipotetica) 315 persone / settimana (tempo effettivo)

      Krematorium III
      Proporzione di esecuzione: 278 persone / settimana (ipotetica)
      Proporzione di cremazione: 714 persone / settimana (ipotetica) 315 persone / settimana (tempo effettivo).

       

    I Krematoria IV e V erano installazioni identiche tra di loro, consistenti in crematori di 2 forni, con 4 muffole ciascuno e numerose parti utilizzate come obitori, officine e depositi. Le stanze interne non rispecchiavano le stesse caratteristiche di gemellarità. Alcune di queste stanze furono usate -- si suppone -- come camere a gas. E' impossibile affermare alcunché circa il loro aspetto fisico, dato che gli edifici furono rasi al suolo molto tempo fa. Non è stato trovato alcun sigillante in alcuna parte delle fondamenta o del piano di superficie. Secondo i racconti, le palline dello Zyklon-B venivano lanciate all'interno attraverso aperture nelle pareti, quelle stesse che ormai non esistono più. Se le planimetrie dell'edifIcio sono corrette, neanche queste installazioni furono camere a gas, per le stesse ragioni precedentemente reiterate per i krematoria I, II e III. La costruzione era, apparentemente, in mattoni colorati ed intonaco con pavimento in calcestruzzo e senza sotterraneo. Bisognerebbe far notare, anche, che l'esistenza di installazioni per cremazione ed esecuzione nei krematoria IV e V non è comprovata.

    Basandoci sulle statistiche ottenute dal MusEo Statale di Auschwitz e sulle misurazioni effettuate "in situ", per i krematoria IV e V rispetto alle presunte aree di gasazione, e presumendo che l'a'ltezza del tetto fosse di 8 piedi (2,44 mt., n.d.t.), le statistiche computate sono le seguenti:

      Krematorium IV: 1.375 piedi quadrati (127,73 m2, n.d.t.); potrebbe accogliere 209 pErsone. 1500 piedi cubici (424,65 m3, n.d.t.); abbisognerebbe di 3,75 libbre (1,70 kg., n.d.t.) di gas Zyklon-B a 0,25 lbs (113,4 gr. n.d.t.) / 1.000 pc (28,31 m3, n.d.t.)

      Krematorium V: 5.125 piedi quadrati (476,11 m2, n.d.t.); potrebbe accogliere 570 persone. 41.000 piedi cubici (1.160,71 m3, n.d.t.); abbisognerebbe di 10,25 libbre (4,65 kg., n.d.t.) di gas Zyklon-B a 0,25 lbs (113,4 gr., n.d.t.) / 1:000 pc (28,31 m3, n.d.t.).

    I tassi della presunta utilizzazione, computati per i krematoria IV e V (teorici ed effettivi), con la camera a gas a capacità piena e con una settimana di tempo per la ventilazione, sono esposti nella Tavola VI.

     

    TAVOLA VI
    (Esecuzioni ipotetiche e proporzioni d'uso del crematorio per krematoria IV e V)

      Krematorium IV:
      Proporzione di esecuzione: 209 persone / settimana (ipotetica)
      Proporzioni di cremazione: 385 persone / settimana (ipotetica) 168 persone / settimana (tempo effettivo)

      Krematorium V
      Proporzione di esecuzione: 570 persone / settimana (ipotetica
      Proporzione di cremazione: 385 persone / settimane (ipotetica) 168 persone / settimana (tempo effettivo).

    Le Case Rossa e Bianca, designate come Bunker I e II, furono -- si afferma -- soltanto camere a gas. Non è possibile, però, ottenere stime o statistiche sugli edifici in questione.

     

     

    Majdanek

    In Majdanek ci sono varie installazioni interessanti, per esempio: il crematorio originario, ora rimosso; il crematorio con la presunta camera a gas per esecuzioni, ora ricostruita; I'edificio di Bagno e Disinfezione n. 2 che fu manifestamente un'installazione per fumigazione; e l'edificio di Bagno e Disinfezione n. 1, che conteneva doccia, stanza per disinfezione, un deposito, e le presunte camere a gas sperimentali di CO e HCN.

    Del primo crematorio, un edificio singolo, e che è stato rimosso, si è già trattato in precedenza. In quanto al Bagno e Disinfezione n. 2, malgrado sia chiuso, una ricognizione realizzata attraverso le finestre conferma che la sua funzione era solo quella di servire per la disinfezione, come a Birkenau. Il crematorio ricostruito e la presunta camera a gas, benché se ne sia già trattato precedentemente, saranno nuovamente presi in considerazione in modo sintetico. I forni costituiscono l'unica parte dell'installazione originaria che non fu ricostruita. La struttura basilare sembra essere di legno, uguale ad altre installazioni di Majdanek (ad eccezione delle presunte camere a gas sperimentali). Tuttavia un'ispezione più minuziosa rivela l'assenza di sigillazione e, pertanto, non sarebbe stata in condizione di esser adoperata per i suoi presunti fini. A quel che si dice, fu ricostruito secondo la planimetria originale -- che però non esiste -- e sembra essere stato, dal punto di vista materiale, nient'altro che un crematorio con vari obitori. Si tratta della più piccola ed insignificante di tutte le presunte camere a gas.

    L'area di disinfezione-deposito nel "Bagno e Disinfezione n. 1" è costituita da uno stanzone a forma di L che ha all'interno un tramezzo divisorio in legno con una porta. Ha un volume approssimativo di 7.657 piedi cubici (216,76 m3, n.d.t.) ed una superficie di 806 piedi quadrati (74,87 m2, n.d.t.). Ha pareti stuccate ed il tetto con un sistema di costruzione a travi con due aperture prive di guarnizioni. Contiene un sistema di circolazione d'aria che è progettato in modo scorretto, giacché l'immissione e l'estrazione dell'aria stanno molto vicino l'una all'altra. Ci sono macchie azzurre, apparentemente causate dal pigmento del ferrocianuro, che visibilmente sono disseminate su tutta la superficie delle pareti. Stando al progetto, sembrerebbe che questa era una stanza per disinfezioni o un deposito di materiali per disinfezioni. Le aperture del tetto sono in grado di effettuare un'aerazione molto scarsa dei materiali accumulati. Le porte non hanno guarnizioni e non sono progettate per essere chiuse ermeticamente. Non c'è presenza di sigillante, né dentro né fuori del locale. C'erano varie zone di questo edificio che erano sigillate permanentemente e non sono state accessibili all'ispezione dell'autore di questa Relazione. Quest'ambiente non fu, owiamente, una camera per esecuzioni e non possedeva nessuno dei requisiti già descritti (vedere il disegno).

    Se fosse stato utilizzato come camera per esecuzioni, avrebbe potuto contenere al massimo 90 persone, richiedendo 2,0 libbre (907,20gr., n.d.t.) di gas Zyklon-B. Il tempo di ventilazione richiesto sarebbe stato di una settimana, perlomeno. La massima capacità d'uso per esecuzioni sarebbe stata di 90 persone per settimana.

    Le presunte camere a gas sperimentali, ubicate nell'"Edificio Bagno e Disinfezione n.1", costituiscono un edificio di mattoni connesso con l'installazione principale mediante una struttura di legno. Questo edificio è contornato su tre lati da un corridoio in calcestruzzo situato ad un livello più basso. Vi si trovano due camere, un'area di uso sconosciuto ed una sezione di controllo che alberga due cilindri di acciaio che contenevano -- si dice -- monossido di carbonio che, a sua volta, era introdotto nelle due camere. Ci sono quattro porte d'acciaio che hanno scanalature, presumibilmente per alloggiarvi guarnizioni. Le porte aprono verso l'esterno e, quando vengono chiuse, sono fissate con una chiusura di sicurezza meccanica ed un chiavistello. Le quattro porte hanno uno spioncino di vetro e le due porte interne sono fornite di cilindri contenenti reattivi chimici per saggiare l'aria all'interno della camera. La sezione di controllo ha una finestra aperta di circa 6" x 10", che il progetto evidentemente prevedeva non dovesse portare vetri o guarnizioni; ha sbarre orizzontali e verticali rinforzate e si apre verso l'interno della camera n. 2 (vedere il disegno). Due delle porte si aprono nella camera n. 1, una sul davanti e 1'altra sul dietro della stessa, aprendosi verso fuori. Una terza porta apre verso l'interno della camera n. 2, nella sua parte frontale. Un'altra porta infine apre verso un'area di uso ignoto, dietro la camera n. 2. Entrambe le camere contengono una tubatura, si suppone per gas monosssido di carbonio, però quella della camera n. 2 è incompleta e, manifestamente, non fu mai ultimata. La carnera n. l dispone di una tubazione completa che termina in uscite per il gas in due angoli della camera. La camera n. 2 è prowista di uno sfiatatoio sul tetto il quale però, a quanto pare, non è stato mai attraversato da esso. La camera n. 1 ha un sistema di riscaldamento dell'aria e ne ha anche uno per la circolazione, che non è progettato correttamente (l'entrata dell'aria e l'uscita sono troppo vicine tra di loro), e, inoltre, non possiede un sistema di ventilazione.

    I muri sono stuccati, il tetto ed il pavimento in calcestruzzo, senza alcun tipo di sigillante, nè all'interno né all'esterno. Furono costruite due apparecchiature di diffusione di calore, situate all'esterno, lateralmente all'edificio, in due capanni addossati ad esso, una per la camera n. 1 e 1'altra, per qualche scopo, nella parte frontale dell'lastallazione di Bagno e Disinfezione (vedere il disegno), nessuna delle quali, però, è progettata correttamente e sono prive di dispositivi per la ventilazione e l'estrazione. Le pareti della camera n. 1 presentano le macchie azzurre, caratteristiche del ferrocianuro. L'edificio è senza riscaldamento ed è buio.

    Nonostante a prima vista queste installazioni risultino esser state progettate in modo corretto, esse poi non corrispondono alle norme tassadvamente richieste per una camera a gas per esecuzione od una installazione per disinfezione. Innanzitutto, non c'è sigillante su nessuna superficie, né interna né esterna. Poi, il corridoio esterno incassato ad un livello inferiòre è una trappola a gas per lo HCN, il che rende l'edificio estremamente pericoloso. La camera n. 2 è incompleta e, probabilmente, non fu mai utilizzata. Essa presenta una tubazione incompiuta e non venne mai praticata un'apertura attraverso il tetto per la ventilazione. Sebbene la camera n. 1 sia predisposta' operativamente, per l'uso del monossido di carbonio, essa è scarsamente ventilata e, non è adatta per essere adoperata usando HCN. ll diffusore di calore è installato scorrettamente. Non c'è un dispositivo per la ventilazione del gas o, almeno, un condotto di camino.

    Per tutto quanto detto, la mia opiníone di ingegnere è che le camere n. 1 e n. 2 non furono mai, e mai avrebbero potuto essere, utilizzate come camere a gas per esecuzioni. Nessuna delle installazioni di Majdanek è adatta, né fu mai usata, per effettuare esecuzioni.

    La camera n. 1 ha una superficie di 480 piedi quadrati (44,59 m2, n.d.t.) ed un volume di 4.240 piedi cubici (120,03 m3, n.d.t.): potrebbe contenere 54 persone ed utilizzare 1 libbra (453,60 gr., n.d.t.) di gas Zyklon-B. l.a camera n. 2 ha una superficie di 209 piedi quadrati (194,16 m2, n.d.t.) ed un volume di 1.850 piedi cubici (52,37 m3, n.d.t.): potrelbbe contenere 24 persone ed utilizzare 0,5 libbre (226,80 gr. n.d.t.) di gas Zyklon-B. Supponendo che fossero usate come camere a gas, il tasso massimo settimanale di esecuzione sarebbe stato quello delle cifre esposte nella Tavola VII.

     

    TAVOLA VII
    (Proporzione ipotetica di esecuzione in Majdanek)

      Camera n. 1 54 persone / settimana
      Camera n. 2 24 persone / settimana

       

       

    Statistiche

    I.e statistische esposte nella tavola VIII sono state elaborate per questo Rapporto. Supponendo che le camere a gas siano esistite (ma non esistettero) i dati rappresentano un massimo di 24 ore. con 7 giorni lavorativi per ogni installazione e la relativa quantità di gas Zyklon-B richiesta.

    In relazione alle altre presunte installazioni per esecuzioni in Chelmno ("autocarri per gasazioni"), Belzec, Sobibor, Treblinka e altre, è necessario sottolineare che sarebbe stato usato -- cosi viene supposto -- gas monossido di carbonio. Come già in precedenza ho spiegato, il monossido di carbonio non è un gas per esecuzioni, ed il sottoscritto ritiene che tutte le presunte vittime sarebbero state soffocate dalla calca, prima ancora che il gas potesse aver prodotto il suo effetto. Pertanto, dal mio punto di vista quale autore di questa relazione e come ingegnere, posso assicurare che nelle località menzionate o altrove, nessuno è morto in un'esecuzione con CO.

    Il documento del Tribunale Militare Internazionale L-022 pretende che 1.765.000 ebrei furono gasati a Birkenau, tra l'aprile del 1942 e 1'aprile del 1944. Per contro, funzionando alla sua massima capacità, la presunta camera a gas di Birkenau potrebbe aver giustiziato soltanto 105.688 persone ed in un periodo molto più lungo.

     

    TAVOLA VIII
    (Calcolo massimale di esecuzioni ipotetiche e proporzione d'uso dei crematori).

     

    ..........................................................Gasati Cremati Cremati libre/kg.

    .........................................................(ipotetici) (teorici) (tempo effettivo)

    Krematorium 1, nov. '41 - maggio '43

    72 settimane x 94.................................6768

    72 settimane x 286........................................20.592

    72 settimane x 126..........................................................9.072

    Totale di gas Zyklon-B..............................................................136/61.2

    Krematorium II, marzo '43 - nov. '44

    84 settimane x 278 23.352..................23.352

    84 settimane x 714 59.976.............................59.976

    84 settimane x 315 26.460............................................26.460

    Totale di gas Zyklon-B 420/189..............................................420/189

    Krematorium III, giugno '43 - nov. '44

    72 settimane x 278 20.016....................20.016

    72 settimane x 714 51.408................................51.408

    72 settimane x 315 22.680.............................................22.680

    Totale di gas Zyklon-B 360/162...............................................360/162

    Krematorium IV, marzo '43 - ott. '44

    80 settimane x 209 16.720...................16.720

    80 settimane x 385 30.800..............................30.800

    80 settimane x 168 13.440...........................................13.440

    Totale di gas Zyklon-B 300/135................................................300/135

    Krematorium V, aprile '43 - nov. '4

    80 settimane x 570 45.60c.................45.600

    80 settimane x 385 30.800.............................30.800

    80 settimane x 168 13.440............................................13.440

    Totale di gas Zyklon-B 820/369...............................................820/369

    Majdanek, sett. '42 - nov. '43

    Reparto Disinfezione Bagno n.1

    60 settimane x 90 5.400.................5400

    Totale di gas Zyklon-B ~120/54............................................120/54

    Camere Sperimentali

    n.1: 60 settimane x 54 ...................3240

    Totale di gas Zyklon-B........................................................ 60/27

    no.2: 60 settimane x 24 .................1.440

    Totale di gas Zyklon-B........................................................30/135

    Krematorium e Camera

    60 settimane x 24 .....................1.440

    60 settimane x 714............................... 42.840

    60 settimane x 315 ..............................................18.900

    Totale di gas Zyklon-s ..........................................................30/13,5

    Krematorium vecchio

    60 settimane x 96 5.760..........................5760

    60 settimane x 42 2.520.......................................2520


    TOTALI.....................123.976................242.176..............106.512.....2276/1024,2

    Fonte sui periodi operativi dei Crematori: Hilberg, Distruction of the European Jews, seconda edizione, 1985

     

    Conclusioni

    Dopo aver revisionato tutto il materiale ed aver ispezionato tutti i luoghi in Auschwitz, Birkenau e Majdanek, l'autore di questo Rapporto trae una conclusione di schiacciante evidenza: non vi sono state camere a gas in nessuno di questi luoghi. E' opinione del sottoscritto che le presunte camere a gas allogate nei siti ispezionati non avrebbero potuto essere utilizzate né allora né adesso. Non si dovrebbe neppure prendere in seria considerazione l'opinione che esse abbiano funzionato come camere a gas per esecuzioni.

     

    Redatto il 5 aprile 1988, in Malden, Massachussetts.

     

    Fred A. Leuchter, Jr.
    Ingegnere Capo


    BIBLIOGRAFIA

    Chemical Analysis - 32 Samples, Prepared by Alpha Analytical Labs For Fred A Leuchter Associates.

    Auschwitz, Crime Against Mankind, Auschwitz State Museum, 1988.

    Auschwitz, 1940-1945, Museum Guide Book, Auschwitz State Museum.

    Majdanek, Duszak, Auschwitz State Museum, 1985.

    Majdanek, Marszalek, State Museum, Auschwitz, 1983.

    Maps and Material, Auschwitz and Majdanek State Musum.

    Diesel Gas Chambres, Myth Wilhin a Myth, Berg, Spring 1984, Journal of Historical Review.

    German Delousing Chambers, Berg, Spring 1986, Journal of Historical Review.

    The Hoax of the Twentieth Century, Butz, Historical Review Press.

    Zyklon-B for Pest Control, DEGESCH Publication.

    Hydrogen Cyanide, Dupont Publication, 7-83.

    Material Safety Data Sheet, Dupont Publication, 8-85.

    Sodium Cyanide, Dupont Publication, 7-85.

    The Mechanics of Gassing, Faurisson, Spring 1980, Journal of Historical Review.

    Floor Plans Krema II, III, IV, V.

    German Blueprints 9-25-41. 10-16-44.

    The Destruction of the European Jews, Hilberg, Holmes & Meier, New York, 1985.

    Majdanek, Marszalek, Interpress, 1986.

    Journal 2-25-88 through 3~3-88.

    Assorted Photos, By Fred A. Leuchter Associates.

    Eight (8) Drawings Krema I, II, III, IV, V. Delousing chamber, Building Nr 1 experimental gas chambres. Unknown heater circulator. All prepared for this report by H. Miller, Fred A. Leuchter Associates.

    Proposal, Missouri State Penitentiary Gas Chamber, Leuchter, Leuchter Associates, 1987.

    Zyklon-B, trial of Bruno Tesch, Lindsey, Fall 1983, Journal of Historical Review.

    Majdanek Concentration Camp, Raica, Lublin, 1983, State Museum.

    Document Nl 9912, Office of Chief War Counsel for War Crimes Zyklon-B.

    Sample Log. 2-25-88 through 3-2-88.

     

     

    APPENDICE

    APPENDICE VI

    Fred A. Leuchter, e Soci
    231, Kennedy Drive
    Unit N. 110
    Boston, MA 02148
    617-322-0104

    Sr. Ernst Zundel
    206 Carlton Street, Toronto, Ontario M5A 2L1
    Canadà


    14 Maggio 1988

    Stimato Sr. Zündel:
    Le scrivo per avvisarLa circa un chiarimento al riguardo dei bozzetti del Krematorium II e del Krematorium III che furono inviati unitamente al mio Rapporto del 5 aprile 1988.

    Entrambi i disegni indicano la presenza di aperture nel tetto per la ventilazione, le quali appaiono come riferimento unicamente nel materiale fornito da impiegati del Museo. Questi sfiatatoi non esistono ora né hanno mai fatto parte della struttura attualmente esistente in Birkenau. Questi sono frammenti falsificati di informazione, i quali compziono nei miei disegni soltanto come meri punti di riferimento, cosi come è indicato nel testo. La mia intenzione era quella di richiamare l'attenzione su questo materiale e questa notizia fasulli. Si deve chiaramente intendere che l'ispezione visuale di entrambi, Krematorium II e Krematorium III, dimostra con chiarezza che mai è esistita ventilazione nel tetto di nessuna di queste due installazioni.

    La salutiamo distintamente

    Fred A. Leuchter, e Soci
    F.to
    Fred A. Leuchter
    Ingegnere Capo


 

 


"Israele come stato ebraico costituisce un pericolo non solo per se stesso e per i suoi abitanti, ma per tutti gli ebrei e per tutti gli altri popoli e stati del Medio Oriente e anche altrove."

- Prof. Israel Shahak, ebreo israeliano e direttore della lega israeliana per i diritti umani e civili


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